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In Terra Santa per condividere |
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Scritto da L'osservatorio Romano
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Venerdì 08 Maggio 2009 00:00 |
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"Attendo con ansia di poter essere con voi e di condividere le vostre aspirazioni e speranze, sofferenze e lotte". Lo ha detto il Papa alla vigilia della partenza per la Terra Santa, in un messaggio alle popolazioni giordane, israeliane e palestinesi, letto al termine dell'udienza generale di mercoledì 6 maggio, in piazza San Pietro. Di seguito ne diamo la traduzione italiana. Miei cari amici, questo venerdì lascerò Roma per la mia Visita Apostolica in Giordania, Israele e Territori Palestinesi. Stamane, attraverso questa trasmissione radiofonica e televisiva, desidero cogliere l'opportunità di salutare tutte le popolazioni di quei Paesi. Attendo con ansia di poter essere con voi e di condividere le vostre aspirazioni e speranze, sofferenze e lotte. Verrò fra voi come pellegrino di pace. La mia intenzione principale è di visitare i luoghi resi santi dalla vita di Gesù e lì di pregare per il dono della pace e dell'unità per le vostre famiglie e per tutti coloro per i quali la Terra Santa e il Medio Oriente sono la casa. Fra i numerosi incontri religiosi e civili che si svolgeranno nel corso della settimana, vi saranno quelli con rappresentanti delle comunità musulmane ed ebraiche, con le quali si sono compiuti grandi progressi nel dialogo e nello scambio culturale. Saluto con affetto particolare i cattolici della regione e chiedo loro di unirsi a me nella preghiera affinché la visita rechi molti frutti per la vita spirituale e civile di quanti vivono in Terra Santa. Lodiamo tutti Dio per la sua bontà! Che possiamo essere tutti persone di speranza! Che possiamo essere tutti determinati nel nostro desiderio e nei nostri sforzi di pace! |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2009 14:49 |
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L’odio contro il Papa e il «fumo di Satana» |
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Scritto da Gianteo Bordero
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Venerdì 08 Maggio 2009 00:00 |
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Non c'è neanche la possibilità dell'errore di traduzione, perché Benedetto XVI ha scritto di suo pugno la lettera ai vescovi in due versioni: italiano e tedesco. E quindi la parola usata è proprio quella: «Odio». Papa Ratzinger sente che si è diffuso, tra i membri stessi della Chiesa, questo forte sentimento di rabbiosa avversione e di profondo risentimento proprio nei suoi confronti, nei confronti del Vicario di Cristo e successore dell'apostolo Pietro. Venisse da fuori, da coloro che sono extra ecclesiam, quest'odio non desterebbe scandalo e il pontefice non si sentirebbe tenuto a rispondere con una inconsueta lettera ufficiale. No. L'odio - dice Benedetto XVI - viene da dentro, dalle membra del corpo, che si ribellano alla volontà del capo e covano dentro di sé cupi disegni di rivalsa e di vendetta. |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2009 15:17 |
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Si bagna a Lourdes e torna a camminare |
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Scritto da I volontari di Lourdes
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Giovedì 07 Maggio 2009 00:00 |
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Protagonista della vicenda che sa dell'incredibile, una signora di 50 anni, originaria di Ripi, paesino in provincia di Frosinone. Come riferiscono dall'associazione Siloe, organizzatori del pellegrinaggio, la signora, affetta da sclerosi multipla da più di dieci anni, era gia' da qualche anno che voleva recarsi a Lourdes e aveva deciso di partecipare insieme ad altre persone dell'Aism, l'Associazione italiana sclerosi multipla a cui era iscritta. "Era contentissima", riferisce all'ADNKRONOS un testimone dell'accaduto. Dopo l'episodio, la signora è stata accompagnata all'ufficio medico del Santuario di Lourdes, dove sono state avviate le procedure per fare luce sull'episodio. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Maggio 2009 09:04 |
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L'impresa più difficile per il papa in Terra Santa: conquistare i cristiani |
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Scritto da Sandro Magister
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Mercoledì 06 Maggio 2009 00:00 |
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Gli israeliani l'hanno invitato, i musulmani l'hanno voluto. Ma i suoi fedeli del posto no, le maggiori opposizioni al viaggio sono venute da loro. I motivi del rifiuto. E le incognite di Sandro Magister ROMA, 6 maggio 2009 – La domenica prima di partire per la Terra Santa, in una piazza San Pietro gremita di fedeli, Benedetto XVI ha detto in poche parole quale sarà l'obiettivo del suo viaggio: "Con la mia visita mi propongo di confermare e di incoraggiare i cristiani di Terra Santa, che devono affrontare quotidianamente non poche difficoltà. Quale successore dell’apostolo Pietro, farò loro sentire la vicinanza e il sostegno di tutto il corpo della Chiesa. Inoltre, mi farò pellegrino di pace, nel nome dell’unico Dio che è Padre di tutti. Testimonierò l’impegno della Chiesa Cattolica in favore di quanti si sforzano di praticare il dialogo e la riconciliazione, per giungere a una pace stabile e duratura nella giustizia e nel rispetto reciproco. Infine, questo viaggio non potrà non avere una notevole importanza ecumenica e interreligiosa. Gerusalemme è, da questo punto di vista, la città-simbolo per eccellenza: là Cristo è morto per riunire tutti i figli di Dio dispersi". |
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Il sacerdozio "laico" di Cristo e dei cristiani |
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Scritto da SEVERINO DIANICH
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Martedì 08 Aprile 2008 00:00 |
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Per gli uomini del suo tempo Gesù era quello che noi diremmo un laico. In realtà con lui è mutata la concezione del sacerdozio, non più legato ai riti, ma all’esistenza, alla vita intesa come oblazione. Questo vale per tutti i credenti in Cristo. Lungo la storia, però, i cristiani laici sono stati privati del loro carattere sacerdotale. Ecco com’è possibile recuperarlo. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Aprile 2009 15:52 |
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