Saturday 04th of July 2009


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top news photography Nando Bonini

La musica è una passione, un gioco, un tramite per rapportarsi con gli altri. Una professione, un'arma per distruggere e distruggersi, uno scudo per difendere e difendersi, un dono da mettere a disposizione di tutti, un mezzo per portare non solo cose negative ma soppratutto positive. Leggi...

Zapping@perta

AUTO
Zapping

SolarWorld N1

La macchina: 5 metri di lunghezza per 1,8 di larghezza, 200 chili di peso, tre ruote, 6 metri quadrati di celle fotovoltaiche sulla parte posteriore che permettono una velocità di punta di 120 km/h e una velocità di crociera di 85 km/h. Il tutto accompagnato da un un design ispirato a forme viventi (un delfino - dicono i progettisti, o una banana - dicono le agenzie italiane). La macchina è stata elaborata da una delle più grandi imprese che si occupano di solare al mondo (la SolarWorld AG) con l’obiettivo dichiarato di vincere il campionato del mondo solare.

 

INTERNET

Voce fasulla di Wikipedia usata nella stampa tradizionale

Dopo la morte di Maurice Jarre, uno studente inserì più volte una sua citazione fasulla, che rimase in linea anche per ventiquattr'ore di fila, e che fu ripresa da alcuni quotidiani

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Bondi: ragazze? Alla villa ricordo famigliole PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Roncone   
Lunedì 01 Giugno 2009 00:00

 

L' intervista Il ministro dei Beni culturali: ad ogni agosto ho il privilegio di essere ospite nella residenza in Costa Smeralda. Non ci sono festoni

«Topolanek forse ha l' abitudine di stare nudo. E nelle estati sarde non ci sono donne col burqa» L' unica situazione piccante a cui mi è capitato di prendere parte è stata una cena a lume di candela in una notte tempestosa con Cicchitto. Io e lui soli
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Le responsabilità di Draghi e Marcegaglia PDF Stampa E-mail
Scritto da DiPietro   
Lunedì 01 Giugno 2009 00:00
Mi accusano di perseguitare un corruttore, di essere “sfascista” e antiberlusconiano. Io, invece, mi sento un partigiano della nuova resistenza. Non ho fretta, il tempo ed i cittadini mi daranno ragione. Come posso tacere con un Presidente del Consiglio che, nonostante la sua carica, si permette di tacciare come eversivi i magistrati che hanno l'unica colpa di voler fare il proprio dovere e che definisce “grumi sovversivi” coloro che hanno condannato un corrotto, non potendo condannare anche il corruttore? Noi vorremmo occuparci della crisi del Paese, dell'occupazione, di ammortizzatori sociali, di infrastrutture, di energie rinnovabili, di controllo dei flussi migratori ma in Parlamento si mettono in discussione, quando non sono decreti, solo leggi contro le intercettazioni, contro il sistema costituzionale, contro la libera circolazione degli individui in Europa, più simili alle leggi razziali del ventennio fascista che a manovre capaci di risolvere il fenomeno.
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Clandestini brava gente PDF Stampa E-mail
Scritto da Cristina Giudici   
Martedì 02 Giugno 2009 00:00

 

Così scafisti, vittime e carnefici nuotano insieme nello stesso mare d’illegalità

La prima puntata dell’inchiesta scritta da Cristina Giudici sull’esodo degli immigrati clandestini che arrivano ogni giorno in Italia è nata da questa domanda che ci siamo posti una mattina in riunione di redazione: è vero – come detto poche settimane fa prima da Maroni e poi da Berlusconi – che gli sbarchi “non sono fatti occasionali ma il frutto di una organizzazione criminale”? Per verificare se questi flussi criminali esistano davvero, abbiamo inviato la giornalista nel Cie di Caltanissetta e di Crotone. Ne è venuta fuori un’indagine in tre puntate.

L’immigrazione clandestina è un gioco dell’oca, si ripete all’infinito e inizia laddove molti pensano che invece finisca: sulle coste italiane. O meglio nei centri di identificazione ed espulsione, dove vengono portati i clandestini dopo lo sbarco. O nei centri di accoglienza, dove invece vengono portati quelli che richiedono asilo politico e rifugio umanitario. Solo quando la traversata è finita – quando minori, donne, uomini dai molti nomi e imprecisate località di provenienza, vengono soccorsi o respinti in mare – il loro destino è deciso. Senza altra possibilità che quella di forzarlo e di ripeterlo all’infinito. Lasciando a poliziotti e a questori il difficile compito di governare, di spezzare, di decrittare un fenomeno sommerso e pressoché ignoto. Infinitamente più vasto di quanto possiamo immaginare e quantificare.

Ecco perché il nostro viaggio è iniziato dal fondo della bottiglia, dove si sente ancora l’odore del mare che gli immigranti hanno appena attraversato. Dal traguardo del loro viaggio, che rappresenta l’inizio del loro tragitto dentro l’Europa. Si parte dagli ex centri di permanenza temporanea, Cpt, creati dal governo Prodi e trasformati dal governo Berlusconi in centri di identificazione ed espulsione, Cie (13 in tutta Italia) con un unico obiettivo: erigere un muro. Un muro che, seppur circondato da inferriate, sorvegliato all’esterno da polizia ed esercito, si trasforma spesso in una rete con maglie molto larghe. Ora che Lampedusa, emblema dell’immigrazione clandestina che arriva dall’Africa, è stata svuotata per ragioni politiche e amministrative, il fondo della bottiglia si trova a Caltanissetta, nel centro “raccolta” più grande della Sicilia, nella contrada Pian del Lago, dove circa 600 immigrati attendono di poter continuare a scrivere il destino che hanno scelto di vivere. Disposti ad affrontare qualche mese di carcere o di privazione momentanea della libertà, che considerano un semplice iter burocratico.

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2009 10:55
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Montezemolo: in politica meno muscoli e più dialogo PDF Stampa E-mail
Scritto da Libero-news.it   
Mercoledì 03 Giugno 2009 00:00

 

Il presidente della Fiat e della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo quest’oggi ha parlato di politica da Trento, in occasione del Festival dell’economia. Parole forti le sue, con le quali si è augurato che il clima possa rasserenarsi presto e che si proceda ad una riforma dello Stato. "Superare il bipolarismo muscolare" - Secondo Montezemolo “i moderati e i progressisti dicono e pensano più o meno le stesse cose sulle riforme e sulle ricette per attuarle. È una maggioranza responsabile, che si incontra nella società”, se non fosse che “si divide in politica”. “Auspico - ha proseguito Montezemolo - che prima o poi si incontrino, superando questo bipolarismo imperfetto e muscolare”. Meno bracci di ferro, dunque, e più dialogo. L’ex presidente di Confindustria non si è fermato qui, spendendo qualche riflessione anche sulla dignità nella politica, mentre presentava il libro ‘Costruire una cattedrale’ di Enrico Letta. "Usciamo dall'egoismo" - “Spero che prima di parlare ancora del parlamento, si parli di come ci si mandano i parlamentari”, ha detto Montezemolo al quale è stato domandato se abbia intenzione di occuparsi di politica. “No, però non dobbiamo essere troppo settoriali - ha risposto - perché si può fare politica cercando di fare bene il proprio mestiere. Bisogna uscire da un paese fatto di egoismi, che ha il record di evasione. È inaccettabile che nel 2010 si parla ancora di divario nord-sud”. "Riforma dello Stato urgente" - Ha parlato da presidente di Fiat e Ferrari, ma non solo anche, anche in qualità presidente dell'Università Luiss: “Sento tante ragazze molto brave dire che andranno all'estero, perché sanno che, se saranno brave, riusciranno. Il tema da discutere non può essere quello di decidere chi andrà nel cda della Rai e non ci può essere una rissa continua. Giudicare da fuori è facile - ha concluso Montezemolo - come fanno spesso con la Ferrari dalla tribuna, ma il tema della riforma dello Stato è urgente e anche la sinistra deve uscire dalle ambiguità, come sul tema dell'immigrazione”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2009 11:08
 
Berlusconi: "La sinistra implode, spazzeremo via le roccaforti rosse" PDF Stampa E-mail
Scritto da Il giorno   
Martedì 02 Giugno 2009 00:00

 

Il presidente del Consiglio a tutto campo: "Cambieremo la Ue, ora non funziona". E sull'attacco personale alza il tiro: "Perfezioneremo le leggi a tutela della privacy. Il limite è stato superato"                                         

di PIER FRANCESCO DE ROBERTIS

 

Roma, 2 giugno 2009 - Presidente, sabato e domenica prossima si vota: quale Europa dovrebbe uscire dalle urne? E soprattutto quale Europa servirebbe per far crescere anche gli stati membri? Insomma, oltre l’Europa dei parrucconi, come lei talvolta l’ha definita, quale orizzonte dovrà aprirsi? «Un’Europa della gente e non dei burocrati. Non è uno slogan: oggi l’Europa è vissuta da molti come un vincolo, piuttosto che come un’opportunità e, così com’è, non funziona. Non è protagonista sulla scena internazionale, non ha una politica estera unica, non ha una politica comune per la difesa, l’ambiente, l’energia, l’immigrazione. Per il Popolo della Libertà, quindi, ho in mente un grande traguardo: essere il primo gruppo all’interno del Partito Popolare Europeo. I nostri europarlamentari dovranno essere protagonisti nei lavori del Parlamento, nelle Commissioni, perché solo con una presenza costante e attiva si possono tutelare al meglio gli interessi del nostro Paese. Per questo, abbiamo deciso di coinvolgere in questa sfida tanti giovani capaci, entusiasti, pronti a lavorare molto — e bene — per il Pdl e per l’Italia».

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2009 10:40
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